Ricostruzione del Legamento Crociato Anteriore: nuovi sistemi di fissazione permettono di evitare l’indebolimento dell’apparato flessore della gamba e di preservare la stabilità rotatoria del ginocchio

La lesione del legamento crociato anteriore è uno dei traumi sportivi più comuni, soprattutto nello sci e nel calcio, e riguarda allo stesso modo sportivi agonisti e semplici amatori. Poiché, per sua struttura, si tratta di un legamento incapace di guarire spontaneamente, l’intervento chirurgico è d’obbligo nella stragrande maggioranza dei casi. Le tecniche di ricostruzione sono molteplici e utilizzano alcuni tendini per l’auto-trapianto. Con la tecnica ricostruttiva che si avvale del semitendinoso quadruplicato è possibile risparmiare il gracile evitando l’indebolimento dell’apparato flessore della gamba e preservando la stabilità rotatoria del ginocchio. 

 

Il legamento crociato anteriore (LCA) è uno dei quattro legamenti più importanti del ginocchio, così definito perché si incrocia, con il crociato posteriore, proprio al centro dell’articolazione garantendone la stabilità. È costituito da un tessuto fibroso molto resistente, funzionalmente suddiviso in due fasci, uno antero-mediale, più voluminoso, e uno postero laterale, più piccolo. La sua funzione è quella di stabilizzare il ginocchio sia nei movimenti di flesso-estensione che in quelli di rotazione.

 

Perché il crociato anteriore può rompersi?

Pur essendo costituito da un tessuto molto resistente, alcuni traumi di tipo distorsivo o di eccessiva estensione possono metterne alla prova la resistenza e in alcuni casi causarne la rottura, totale o parziale. La prima causa di lesione del LCA è di carattere sportivo e si verifica quando il ginocchio è sottoposto a una rotazione forzata con il piede fisso al suolo. La seconda causa di rottura è invece rappresentata da traumi conseguenti a incidenti stradali. L’entità della lesione è correlata all’entità del trauma ed è spesso associata a lesioni di altre strutture come le cartilagini, i menischi, i legamenti collaterali.

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L’intervento di ricostruzione

In caso di lesione parziale è in alcuni casi possibile evitare l’intervento attraverso un serio lavoro riabilitativo di rinforzo della muscolatura della coscia. In caso di lesione totale invece, evitare l’intervento può esporre l’articolazione al rischio di nuove distorsioni con conseguenti lesioni dei menischi o delle cartilagini e favorire addirittura lo sviluppo di artrosi precoce. Per questo motivo l’intervento di ricostruzione viene in questi casi sempre consigliato, soprattutto nel caso di pazienti giovani.

 

La ricostruzione del LCA si esegue in artroscopia, con una procedura quindi mini-invasiva, che permette la ricostruzione del legamento leso con un tessuto sostitutivo, nella stragrande maggioranza dei casi un tendine prelevato dal paziente stesso. I tendini più di frequente utilizzati per questo scopo sono:

 

  • il tendine rotuleo
  • i tendini semitendinoso e gracile

 

Un tipo di procedura innovativa permette di utilizzare il tendine del semitendinoso quadruplicato risparmiando il gracile, con un vantaggio non indifferente per quanto riguarda l’apparato flessore della gamba.

 

Vantaggi e svantaggi delle varie tecniche

 

Tra i vantaggi che presenta l’utilizzo del tendine rotuleo troviamo la facilità del prelievo oltre che la garanzia di robustezza e la possibilità di ottenere una solida fissazione osso con osso che favorisce una rapida integrazione dell’innesto. Per contro questa procedura può indebolire l’apparato estensore e creare in certi pazienti un fastidioso e persistente dolore anteriore del ginocchio. 

 

Il semitendinoso quadruplicato, pur garantendo anch’esso una notevole robustezza, evita l’indebolimento dell’apparato estensore diminuendo la morbilità post operatoria, ma presenta maggiori difficoltà per ciò che concerne il prelievo del trapianto e la sua fissazione. Il fatto di essere un tipo di trapianto costituito da fasci multipli d’altra parte può ottenere un maggiore apporto nutritivo: l’aumento della superficie di contatto determina infatti  la necessità di una minore profondità di penetrazione per la capillarizzazione.

 

La tecnica che ci interessa prevede l’impiego del solo semitendinoso salvando il gracile onde evitare un ulteriore indebolimento dell’apparato flessore preservando inoltre la stabilità rotatoria del ginocchio. 

 

In conclusione, è possibile affermare che l’impiego del solo semitendinoso quadruplicato sia un eccellente trapianto in grado di offrire ottime garanzie di stabilità con il vantaggio di una minima morbilità in sede di prelievo. Per garantire una precoce guarigione è importante che il trapianto venga posizionato perfettamente. In questi casi una riabilitazione accurata consentirà senza dubbio di ottenere eccellenti risultati.